Ogni impresa potrebbe necessitare di capitali per finanziare la propria attività, essenzialmente riconducibili a questi tre casi:
- hai appena aperto la tua azienda, ma proprio perché sei all’inizio non hai ancora una clientela consolidata e quindi non puoi contare su un flusso di cassa positivo e stabile;
- devi effettuare investimenti importanti (come l’acquisto di macchinari, impianti, scorte di magazzino etc.) ma non hai la liquidità sufficiente per affrontare questa spesa in serenità;
- nella maggior parte dei settori purtroppo devi pagare i fornitori PRIMA di poter incassare dai clienti, dovendoti quindi preoccupare di finanziare il capitale circolante netto.
In questo articolo faremo un po’ di chiarezza. I mezzi finanziari necessari per un’attività imprenditoriale sono apportati in parte da te imprenditore, o dai tuoi soci. Il resto viene ottenuto generalmente da terzi finanziatori (per es. mutui contratti con le banche o con società finanziarie). I mezzi conferiti da te e dai tuoi soci costituiscono il capitale proprio, mentre quelli ricevuti da terzi finanziatori costituiscono capitale di terzi.
Chi conferisce capitale proprio diventa comproprietario della società e si assume il rischio della gestione: il compenso a cui ha diritto è quindi l’utile che la società riuscirà a realizzare al termine dell’esercizio. Chi, invece, presta denaro diventa creditore della società e ha diritto alla restituzione della somma versata aumentata degli interessi.
QUALI SONO LE DIVERSE TIPOLOGIE DI FINANZIAMENTO DA TERZI?
- Aperture di credito in conto corrente/fido
Sono forme di finanziamento a breve termine, utili per finanziare il pagamento dei debiti commerciali e in genere l’attività ordinaria dell’impresa: in questo caso viene messa a disposizione dell’impresa una somma di denaro prestabilita, che può essere utilizzata interamente o meno.
Le aperture di credito in conto corrente hanno un costo più elevato rispetto ad altre forme di finanziamento, ma sono flessibili: gli interessi passivi vengono calcolati e addebitati a seconda dell’effettivo scoperto sul conto corrente. Queste forme di finanziamento, però, possono essere revocate in qualsiasi momento.
- Finanziamenti a lungo termine/mutui
I mutui sono prestiti di denaro a lunga scadenza (per esempio cinque o dieci anni, ma anche di più) a cui un’impresa può ricorrere per far fronte a investimenti di natura straordinaria (come l’acquisto di un terreno, un immobile o un impianto).
In questo caso la banca versa una somma di denaro, prestabilita, che verrà restituita insieme agli interessi dovuti come compenso alle scadenze prestabilite, secondo un piano di ammortamento.
Questa tipologia di finanziamento non può essere revocata da parte della banca, non è flessibile (l’importo erogato è immodificabile) ma il costo del finanziamento è generalmente più basso rispetto ad altre forme.
- Leasing
Il leasing (dall’inglese ‘to lease’, affittare) è una forma di finanziamento molto usata per acquistare beni strumentali quali macchinari, autoveicoli, immobili: la disponibilità del bene si ottiene infatti non con l’acquisto immediato, ma attraverso la stipula di un contratto di locazione a tempo determinato.
Per tutta la durata del contratto l’impresa si impegna a versare un canone periodico ma si riserva anche la possibilità di acquistare, alla scadenza dell’accordo, il bene preso in locazione mediante il versamento di una somma (riscatto) decisamente inferiore rispetto al suo valore effettivo.
- Factoring
Il factoring (dall’inglese ‘factor’, agente, commissario) è un contratto in base al quale un’impresa (società cedente) trasferisce a una società di factoring (o factor) parte dei propri crediti commerciali.
Il factor si impegna nei confronti della società cedente a gestire, amministrare e riscuotere i crediti ceduti concedendo un anticipo (in genere non superiore al 90% degli stessi).
Usualmente la cessione dei crediti avviene con la clausola salvo buon fine (pro-solvendo) che attribuisce al factor il diritto di rivalersi sulla società cedente nel caso in cui i crediti anticipati risultino, alla scadenza, insoluti. Le parti possono però anche stabilire che i crediti vengano ceduti definitivamente con la clausola pro-soluto: in tal caso il factor si assume ogni rischio di insolvenza.
Il factoring è per la società cedente non solo una forma di finanziamento – in cui l’esistenza dei crediti è comprovata da semplici fatture – ma anche un modo per ridurre i costi amministrativi e del personale in quanto tutte le operazioni relative a contabilizzazione, incasso e recupero coattivo dei crediti verranno svolte per contratto dal factor.
In realtà ci sono molte altre forme di finanziamento disponibili particolarmente indicate, soprattutto in caso di settori specifici ma queste sono in assoluto le più utilizzate.
ALTRI STRUMENTI CHE POSSONO ESSERE UTILIZZATI PER FINANZIARE LA TUA IMPRESA
- a) I tuoi fornitori/i tuoi clienti
Se sei scaltro, e bravo con i numeri, potresti riuscire a farti finanziare (spesso gratis) dai tuoi fornitori o dai tuoi clienti. Usualmente infatti in un’impresa avviene questo: viene effettuato un ordine della merce, questa viene pagata, messa in lavorazione, venduta al cliente, che poi la paga a sua volta.
È possibile tuttavia anticipare in modo più o meno consistente i termini di incasso accordati ai clienti (chiedendo ad esempio un anticipo) o concordare con i fornitori un termine di pagamento più lungo, in modo da accorciare il periodo di tempo che intercorre appunto tra la data di pagamento dei fornitori e la data di incasso dei clienti.
Se sei perplesso ti basti pensare che è possibile anticipare la data di incasso da parte dei clienti offrendo un piccolo bonus, concedendo degli sconti per pagamento anticipato o, ancora meglio, strutturando un sistema di offerta che preveda dei pagamenti periodici.
Per quanto riguarda i fornitori, innanzitutto ti suggerisco caldamente di concordare e rispettare sempre i termini di pagamento. Soprattutto se sono fornitori strategici, indispettirli e non mantenere la parola data non è mai una grande idea, e questo alla lunga potrebbe danneggiare la tua impresa. Inoltre, se fai presente le tue esigenze e ti impegni a rifornirti da loro con una certa regolarità, potresti beneficiare di un trattamento privilegiato.
- b) Lo Stato
Ebbene sì, anche lo Stato potrebbe rivelarsi un tuo prezioso finanziatore (a sua insaputa)! Sai che sono previsti degli specifici termini di pagamento entro i quali devi pagare le imposte? Ti sei mai chiesto cosa potrebbe succedere se tu non dovessi rispettare queste scadenze?
In realtà ci sarebbero meno conseguenze di quanto immagini… Per la gran parte delle imposte infatti è prevista la possibilità – per legge – di avvalersi del cosiddetto ravvedimento operoso, che consiste nella possibilità di ritardare il pagamento delle imposte pagando sanzioni e interessi.
In genere queste sono talmente basse che potrebbe essere più conveniente ritardare consapevolmente il pagamento delle imposte, per sanarlo successivamente e nel pieno rispetto della legge, per poter affrontare altri pagamenti più urgenti o destinare la liquidità sul conto corrente ad altro.
Spero di esserti stata d’aiuto con questo articolo per capire quale tipologia di finanziamento possa rivelarsi la migliore per non danneggiare la stabilità finanziaria della tua azienda.
Articolo di Assunta Incarnato



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