La gestione del denaro include tutte le azioni che facciamo per generare, utilizzare e scambiare denaro. Che sostanzialmente rientrano nelle aree del risparmio, dell’investimento, del guadagno e dell’acquisto. La gestione emotiva dei soldi riguarda invece il vissuto emotivo e l’atteggiamento nei confronti del denaro nelle situazioni che lo coinvolgono, che costruisce il rapporto che sia ha con esso.
Molte associazioni emotive classiche con il denaro sono di natura negativa: talvolta il denaro è “sporco”, è segno di malvagità, di avidità e speculazione, egoismo, sopraffazione e ricatto, narcisismo. Colui che possiede molto denaro viene spesso associato a tali connotazioni negative.
E anche la famosa diatriba se i soldi facciano la felicità o meno, non è altro che un’impostazione errata del problema. Così come è impossibile essere felici se si sanguina a causa di un’emorragia, così non è possibile essere felici se si hanno problemi economici.
Avere un cattivo rapporto con i soldi, significa essere fuori dalla zona di comfort rispetto all’argomento denaro. Fondamentale è dunque creare una zona di comfort.
Il rapporto con il denaro, oltre che un atteggiamento positivo nei suoi confronti, richiede delle abilità e capacità di gestione tecnica, la cui presenza o assenza alimentano in positivo o negativo il rapporto con esso.
Il denaro, dal punto di vista psicologico, è collegato a livello evoluzionistico a diversi sistemi motivazionali basilari e bisogni essenziali per il nostro benessere:
- il bisogno di sicurezza/protezione: collegato al sistema motivazionale di attaccamento, a quello complementare di accudimento e a quello di difesa per la sopravvivenza (che si attiva, ad esempio, quando ci si sente aggrediti dalla concorrenza).
- il bisogno di dominanza: collegato al sistema di rango, che si attiva in presenza di risorse limitate desiderabili per i membri del gruppo sociale.
Le ossessioni angoscianti che si creano talvolta nei confronti dei soldi sono una spia che devi occuparti della loro cura, al fine di sentirti sereno e in pace con la loro gestione.
VEDIAMO COME PUOI GESTIRE EMOTIVAMENTE I SOLDI
1) Ristruttura le convinzioni e i vissuti negativi nei confronti del denaro
Esplorare il proprio rapporto con i soldi, nella propria storia personale, è elemento fondamentale per non essere offuscati nella loro gestione. Esistono convinzioni errate sul denaro.
Spesso sono generalizzazioni eccessive, come “tutte le persone ricche sono cattive”. Tu non vuoi essere cattivo, per non essere cattivo devi essere povero. I vissuti possono anche essere collegati a piccoli e grandi traumi o esperienze negative.
Spesso questi vissuti vengono interiorizzati a livello corporeo e sensoriale, e anche se razionalmente compresi, ci rimangono attaccati addosso. Per questo esistono procedure formalizzate di desensibilizzazione, che però richiedono necessariamente il supporto di un professionista.
2) Sviluppa un livello adeguato di intelligenza finanziaria
L’intelligenza finanziaria consiste in diverse capacità, che vanno dall’abilità numerica adeguata alla lettura del flusso di cassa, alla conoscenza della gestione dei soldi nelle aree indicate all’inizio dell’articolo (investimento, risparmio, acquisto, guadagno). Insomma, tutto ciò che è inerente al corretto utilizzo dei tuoi soldi e a come generarli.
Tutti gli investitori operano attraverso algoritmi e strategie a cui si attengono, senza lasciare il timone a decisioni di pancia. Un esempio è la strategia stop-loss, che è basata sull’avere un parametro predeterminato che comunica quando uscire dalle operazioni finanziarie e limitare eventuali perdite, senza degenerare come un giocatore d’azzardo.
Tutto ciò è funzionale alla costruzione di un piano d’azione strategico e di un sistema previsionale che ti dia stabilità nel tempo.
3) Sgancia il denaro dalla tua identità
La quantità di denaro che possiedi non ti definisce come persona. Valutare una persona migliore o peggiore in base ai traguardi che raggiunge, degna di apprezzamento o disprezzo, è un brutto problema sociale che si chiama ignoranza.
Non indica nemmeno quanto sei bravo nel tuo lavoro dal punto di vista tecnico, perché esistono persone bravissime e povere. Il modo più semplice di dartene prova è pensare a molti artisti che in vita hanno fatto la fame.
4) Sgancia il denaro dall’affetto verso le persone che si amano
Scambiare affetto con soldi è un altro problema gravissimo che comporta la confusione emotiva e interferisce con la gestione corretta dei soldi.
Il gesto simbolico del dono o scambio di denaro può essere un modo di esprimere e comunicare affetto, se il valore simbolico del gesto è ben ritualizzato. Ma non può sostituirsi all’affetto fisico e verbale, al contatto profondo tra le persone. Il denaro non determina quanto e se sei o meno meritevole di amore.
5) Sgancia il denaro dalla competenza (e vinci la sindrome dell’impostore)
“Chi sono io per chiedere questo!”. Scomodissima sensazione da provare. Come liberartene? Impara a quantificare economicamente prodotti e servizi (pricing).
La scienza del pricing è una disciplina per la quale esistono professionisti specifici, quindi non semplice. Quello che possiamo dire è che il valore del prodotto o servizio è espressione della capacità di marketing e negoziazione del valore percepito dello stesso.
Non solo. Il pricing è anche figlio dell’analisi finanziaria che vai ad effettuare e dei valori del mercato. Esempio: un ristoratore che offra un menu composto da materie prime che hanno un costo elevato, per marginare dovrà per forza di cose applicare un costo che sarà almeno più alto dei costi delle materie prime (senza contare tutti gli altri costi variabili e fissi).
Il principio essenziale è che ogni cosa ha molto valore per il target giusto, e poco valore per il target sbagliato. Il target giusto è quello che valuta di grande valore per lui ciò che tu offri.
6) Struttura un sistema di misurazione di valore che non sia collegato al valore economico
Spesso ti capita di non considerare il tuo tempo, la tua energia, le tue emozioni, i tuoi valori. Sottovaluti questi “costi”, non li inserisci nell’equazione e ti senti svuotato, esaurito, frustrato e arrabbiato.
Pensi: “Ma chi me lo fa fare!”. Non devi mai mettere davanti una remunerazione economica (sicuramente necessaria, ma non sufficiente) a una remunerazione di significato, di contributo e di benessere.
Mettere al centro il tuo benessere emotivo e la tua autostima ti permette di ragionare in termini di investimento in cui i tuoi soldi possano arricchirti di ciò che è veramente importante e diventare veramente un mezzo e non un fine.
In questo modo i tuoi soldi possono essere investiti per avere uno scambio di valore superiore (salute, benessere, rilassamento, gioia, bellezza, pace, acquisizione di skill etc.) ma non fare, come solitamente avviene, il contrario. Il contrario sarebbe sacrificare il tuo tempo, la tua energia, i tuoi valori, la tua integrità per soldi. E questo finisce per renderti molto più povero.
7) Fai chiarezza sullo stile di vita che vuoi realizzare
I soldi finanziano il tuo stile di vita, che include le persone che vuoi attorno, la tua visione del mondo, le situazioni che vuoi vivere e i problemi di cui ti vuoi occupare.
Quando hai chiaro il tuo stile di vita e l’hai ben definito, le emozioni diventano una bussola più chiara per aiutarti a rimanere sul binario giusto nella costruzione della realtà a cui senti di appartenere.
Articolo di Emilio Gerboni



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