Capita a volte che i clienti siano obbligati a lasciare il proprio cane solo in casa anche per un breve arco di tempo, magari per andare a fare qualche commissione o visitare parenti. Se spesso, al ritorno a casa, si notano cuscini e divani distrutti, libri o soprammobili a terra e molto altro ancora è possibile che il cane soffra di ansia da separazione. Ma di cosa si tratta?
MYLAV ha deciso di approfondire la problematica anche grazie all’aiuto della Dottoressa Maria Chiara Catalani, medico veterinario.
La causa dell’ansia da separazione è solitamente il tipo di legame che il cane, in giovane età, ha sviluppato con uno o più componenti della famiglia. Quando si vive con un cucciolo, infatti, si è spesso portati a coccolarlo continuamente, dargli attenzioni quando cerca il contatto continuo e addirittura tenerlo molto in braccio per proteggerlo, finendo con il limitare le sue esplorazioni.
La reazione più frequente, quando ci si trova la casa distrutta o una chiamata dal vicino per lamentarsi del disturbo, è punire o sgridare il cane per il danno che ha fatto. Non è facile rimanere indifferenti ma è invece fondamentale riuscire a farlo perché ciò che spesso si pensa sia un “dispetto” per averli lasciati soli, in realtà è l’espressione di un profondissimo disagio che il cane vive perché travolto da emozioni negative.
Durante questi momenti è fondamentale, in prima battuta, avere pazienza e comprensione, perché l’inibizione o la punizione di sintomi di ansia provocano un peggioramento del problema. Oltre ad evitare le punizioni è importante, in secondo luogo, evitare qualsiasi forma di contenimento, come ad esempio chiudere il cane in una gabbia oppure in una stanza vuota al fine di limitare il più possibile i danni.


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