Il progresso tecnologico è entrato da molto tempo anche nella diagnostica veterinaria. I professionisti del settore utilizzano le nuove metodiche di imaging cardiovascolare per ottenere una diagnostica più accurata delle patologie più comuni, allo stesso tempo vengono sempre più frequentemente slatentizzate patologie che fino a qualche anno fa erano raramente diagnosticate a causa delle loro caratteristiche anatomiche difficilmente riconoscibili con altre metodiche.
I migliori risultati nella crescita delle capacità diagnostiche nascono dal combinato disposto fra progresso tecnologico offerto dalla ricerca ingegneristica sviluppata dalle industrie del settore e miglioramento della formazione degli specialisti negli studi accademici e post-universitari.
Oggi, uno specialista preparato è in grado di eseguire un vero studio anatomico in vivo e di identificare alterazioni anatomiche spesso non riconoscibili nemmeno nell’esame anatomopatologico. Può inoltre quantificare, con i software dedicati, le alterazioni funzionali causate dalle malattie. Questa evoluzione del progresso diagnostico ha anche aperto nuove possibilità di soluzioni terapeutiche, chirurgiche e interventistiche minimamente invasive, nelle quali le metodiche di imaging, oltre ad essere indispensabili per la diagnosi, sono fondamentali per guidare queste procedure.
L’ecocardiografia è ormai da circa trent’anni lo strumento principale della diagnostica cardiologica veterinaria ma le sue applicazioni più avanzate, quali l’ecocardiografia tridimensionale e quella transesofagea (ETE), hanno migliorato l’accuratezza diagnostica.
Una svolta ulteriore a questo progresso è fornita oggi dalla Tomografia Computerizzata (TC): con i software dedicati alla cardiologia, sono possibili visualizzazioni accurate dell’anatomia cardiovascolare, in particolare di settori non esplorabili con l’ecocardiografia, e quantificazioni delle dimensioni estremamente precise.


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