In Europa, gli animali domestici sono sempre di più. Ormai parte integrante della vita di tutti noi, il mondo del pet negli ultimi anni è stato letteralmente stravolto, e ad oggi non solo è cambiata la considerazione degli animali ma si è anche sviluppato intorno a questi una vera e propria pet economy che sta crescendo a dismisura.
Secondo Euromonitor in Italia ci sarebbero 64,769 milioni di animali e, a dispetto di quanto si possa pensare, questi sono soprattutto pesci (29,9 milioni) seguiti da cani e gatti (quasi 19 milioni). Da ciò consegue che anche la professione veterinaria negli ultimi anni è notevolmente cambiata: da essere consultati solo in caso di malattie gravi dell’animale, oggi i medici veterinari sono diventati dei veri e propri punti di riferimento per le famiglie con animali.
Di persona, chiamando o scrivendo, i medici veterinari vengono consultati richiedendo sempre più consigli inerenti l’alimentazione, i comportamenti, la gestione quotidiana, quali esami fare e quando. Sempre secondo l’ultima edizione del report Assalco-Zoomark, il 91% dei pet owner di animali possiede un medico veterinario di fiducia e il 94% dichiara di seguire fedelmente le sue raccomandazioni.
Ma quanto è evoluta la figura del medico veterinario negli ultimi anni? Lo spiega bene il Dott. Guglielmo Giordato, amministratore unico di MYLAV, laboratorio di analisi veterinarie che, con un team di esperti a 360°, si prende cura della salute di cani, gatti, cavalli e altri animali da compagnia.
“La figura del medico veterinario negli ultimi anni si è evoluta. Vent’anni fa, infatti, il medico veterinario veniva contattato solo quando l’animale stava molto male, oggi, per fortuna, viene anche consultato periodicamente, per consigli, aiuti e supporto anche quando l’animale sta bene o addirittura prima di farlo diventare membro della propria famiglia con consulti pre-adozione. E questo anche grazie alle politiche di prevenzione che negli anni hanno fatto capire alle famiglie l’importanza di prevenire le più comuni malattie trasmesse da insetti, ma anche tenere monitorata nel tempo la salute dei pet (con check-up periodici) che ora viene fortunatamente presa sempre più in considerazione. L’essere veterinario, quindi, non corrisponde più solo alla figura medico scientifica di qualche anno fa, ma innalza il professionista ad un ruolo anche educativo che segue la famiglia per ogni aspetto che concerne l’animale, a tutela del benessere dei nostri amici che non si limita più solo agli aspetti strettamente sanitari. Ciò comporta, come si può facilmente intuire, maggiori responsabilità, ma anche più considerazione, così come l’ampliamento delle competenze dei colleghi, che sempre più sono chiamati ad investire su sé stessi in formazione, non solo scientifica, ma anche di gestione efficace delle relazioni interpersonali, di self-leadership, indispensabile soprattutto nella libera professione, di comunicazione digitale” ha spiegato il Dott. Giordano.



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