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Sito e-commerce: ecco come garantirne il successo

Un sito e-commerce può essere considerato come un puzzle composto da tanti pezzi, che insieme creano una macchina di vendita ben funzionante.
Se mancano alcuni pezzi il sito può comunque funzionare, ma dipende da quali sono e di quale progetto si tratta. Ogni progetto infatti è una realtà a sé.
Ci sono però pezzi del puzzle che davvero servono e che, se tralasciati, porteranno ben poche vendite al tuo sito.

È fondamentale dunque capire struttura ed elementi che compongono un sito e-commerce con esattezza, e cioè:

  • cosa il sito deve fare;
  • quali pagine deve avere;
  • cosa va messo nella homepage;
  • come deve essere creata una scheda prodotto.

Partiamo dalle basi: cosa deve fare il sito

Un sito e-commerce deve vendere, su questo non ci piove.
La sua funzione primaria è proprio questa.
Ma deve anche assolvere a numerose funzioni secondarie, tutte collegate alla buona riuscita della vendita.
Consideriamo innanzitutto una lista di elementi, poi approfondiamo.
Le componenti principali di ogni sito e-commerce sono:

  1. Pagina keyword generica

Almeno una pagina che possa raccogliere tutte le visite generiche che cercano informazioni sulle categorie di prodotti che vendi (sia a pagamento che organiche e gratuite).

  1. Pagina keyword categoria prodotto

Una o più pagine simili a quella precedente, ma che invece di raccogliere keyword estremamente generiche raccolgono le visite di chi ha cercato termini corrispondenti a una categoria prodotto.

  1. Pagina keyword specifica prodotto

La classica scheda prodotto, che serve per essere trovati con parole chiave che cercano un prodotto, magari anche molto specifico.

  1. Pagina contatti

È una pagina che permette all’utente di mandare un messaggio a chi gestisce il sito e che fornisce tutti i contatti utili che metti a disposizione come telefono, chat, e-mail, etc.

  1. Pagina assistenza

La pagina assistenza è simile alla pagina contatti, quasi uguale potremmo dire. Ma cambia il testo e l’intento delle persone che la stanno cercando.

  1. Area utente

È l’area composta da più pagine dove l’utente può svolgere le operazioni più comuni come login, logout, registrazione, consultazione ordini etc.

  1. Chi siamo

Questa pagina permette all’utente di sapere chi c’è dietro il progetto e-commerce. Dovrebbe descrivere se possibile anche le persone, e ha il compito di creare fiducia.

  1. Filosofia aziendale

È una pagina che ha il compito di dare una motivazione, il perché stai facendo questo e lo stai facendo online. Fa parte della costruzione della fiducia online.

  1. Domande frequenti

Conosciuta anche come pagina F.A.Q. (frequently asked question), risponde alle domande che gli utenti si pongono prima, durante e dopo l’acquisto. Anch’essa è parte della costruzione della fiducia.

  1. Aiuto per gli acquisti

Tecnicamente potremmo dire si tratti di una terza pagina contatti, ma serve a catturare le visite e i click delle persone che hanno l’intento di ricevere aiuto specifico per acquistare.

  1. Tempi di spedizione

La pagina che risponde a tutte le domande e i dubbi in merito alle spedizioni.

  1. “Roba” legale

Privacy policy, cookie, GDPR (general data protection regulation), termini e condizioni di acquisto. Tutte quelle cose noiose che non legge (quasi) nessuno ma che per legge devono esserci.

Permettimi però ora di dire due parole su alcune di queste pagine, che meritano un approfondimento.

Homepage

Di base la homepage è una pagina che sembra molto importante, ma forse in alcuni casi non lo è così tanto. Dipende da caso a caso.

Si tratta in pratica di un “contenitore”, un insieme di tutto quello che le persone troveranno nel sito, per guidarle verso la pagina desiderata.

Dentro c’è un po’ di tutto… banner, slider, immagini e link che portano:

  • alle pagine di categoria;
  • ai prodotti;
  • alle promozioni;
  • alle pagine istituzionali, come ad esempio chi sei;
  • alle pagine che spiegano come funziona ad esempio la spedizione;
  • alle pagine che aiutano con gli acquisti;
  • all’assistenza.

Quando parliamo di keyword generiche per portare traffico al sito, di solito questa funzione viene assegnata alla homepage, che ha il compito di direzionare verso le pagine secondarie le visite generiche al sito.

Facciamo qualche esempio per capirci.
Intanto parliamo di Google.
Lo sai come funziona, no?
Le persone cercano qualcosa su Google, che mostra dei risultati di ricerca.
Pagine, tendenzialmente, che se cliccate portano a siti, blog, prodotti, ecc.
Anche per te funziona allo stesso modo.

Ipotizziamo che tu abbia un negozio online specializzato solo in crocchette per cani. Vendi solo quelle.

  • Quindi quando qualcuno cerca “crocchette per cani” non sta cercando niente di specifico, ovvero:
  • non sta cercando una marca specifica, ad esempio “crocchette cani marca X”;
  • non sta cercando crocchette per una situazione specifica, ad esempio “crocchette per cani con problemi renali”;
  • non sta cercando crocchette che contengono un ingrediente preciso, ad esempio “crocchette per cani al pollo marca X”.

Queste ricerche sono quindi generiche.

Dove li porti questi utenti?
Tutto il sito parla di crocchette.
Hai quelle biologiche, quelle al pollo, quelle per razze specifiche, ecc.
Non puoi indirizzarli nella categoria delle crocchette al pollo, perché non puoi sapere se è quello che stanno cercando.
Magari ti va bene e quelle al pollo sono proprio ciò che vogliono, ma non lo sai.
Ma più probabilmente, stanno cercando di farsi un’idea.
E se li mandi sulla pagina delle crocchette al pollo, rischi di “perdere” la visita, perché l’utente pensa: “Ok, crocchette al pollo. Ma io non volevo queste”.
Ed esce.

Non tutti fanno così ovviamente, ma quello che si cerca di fare è sempre di limitare il più possibile il rimbalzo, cioè persone che visitano una pagina, pensano che sia quella sbagliata ed escono.

Allora li indirizzi sulla homepage.
Tu sai solo che stanno cercando delle crocchette biologiche per cani.
Quindi sono sul sito giusto, perché tu vendi crocchette per cani.
Fai vedere una panoramica di quello che offri e da lì poi li “mandi” nelle altre pagine.

Un esempio pratico

Ti mostro ora alcuni screenshot del sito di un mio cliente, da poco lanciato online.

Facciamo esattamente questo: mettiamo una carrellata di immagini per direzionare correttamente il visitatore nella zona del sito in cui desidera ottenere informazioni o acquistare prodotti.

In questa prima schermata qua sotto puoi notare un grosso banner, che spiega in modo chiaro ed inequivocabile di che tipologia di sito si tratta: un sito e-commerce dedicato alla cosmesi vegana e cruelty free.

Di seguito abbiamo aggiunto alcune categorie specifiche di prodotto (per esempio “braccia & gambe”, “corpo”, gambe & piedi” etc.) e infine abbiamo inserito una sezione Domande Frequenti e l’abbiamo collegata alla homepage.

Cliccandoci, si arriva nella pagina dedicata.

Contatti, assistenza, aiuto acquisti

Lo so, da come te le ho descritte possono sembrare tutte pagine simili, se non quasi uguali.
E in effetti non hai tutti i torti.
Ma la cosa che conta è quello che il visitatore del sito ha in mente in quel momento.
Avere in mente: “voglio contattare l’azienda”, “mi serve aiuto, ho un problema”, “voglio informazioni su come acquistare” sono tutte cose che poi, alla fine, confluiscono in un’unica azione: quella di arrivare a parlare con una persona che ti dà una mano.

Ma è l’intento che muove la persona a fare la differenza.
Il concetto è quello di agevolare il più possibile il visitatore.
Non puoi sapere che percezione abbia delle cose.
Ad esempio, se ha un problema ad acquistare, magari clicca su “contatti”, magari no.

Chissà, magari la pagina contatti se la aspetta come un qualcosa che gli permetta di mandare una mail, quindi come un qualcosa di lento, inefficace per risolvere un problema che sente proprio in quel momento.

Invece una pagina “aiuto per gli acquisti” gli fa capire che riceverà aiuto, proprio in quel momento di bisogno, per concludere il proprio acquisto.
Nel primo caso il rischio è che abbandoni il sito, senza speranza di ricevere aiuto veloce.

Nel secondo caso hai acquisito un cliente.
La differenza è sostanziale.

Schede prodotto

In questo caso andiamo su un argomento che va valutato di volta in volta, come poi del resto quasi ogni parte del sito e-commerce ma… ci sono alcune accortezze che vanno sempre prese in considerazione.

Ad esempio, se lavori in un settore in cui le persone, i visitatori, devono scegliere tra te e un altro che vende lo stesso prodotto, dovresti offrire un’assistenza migliore, maggiori informazioni, una scheda prodotto più ricca. Le informazioni ci sono, basta cercarle su Google.

Una tecnica che io utilizzo è quella di cercare gli ingredienti dei prodotti che sto vendendo. Successivamente, per ogni ingrediente, cerco studi e pubblicazioni scientifiche a supporto, per spiegare i benefici del prodotto stesso.

In sostanza stai offrendo lo stesso prodotto ma hai l’opportunità di differenziarti spiegando per bene i benefici e le caratteristiche di ciò che stai vendendo.

Considerando sempre l’esempio del sito del mio cliente…

Un prodotto contiene olio di tocoferolo, dunque abbiamo inserito una sezione che permette di approfondire l’argomento per ogni singolo ingrediente.

Ovvio, non tutti sono interessati, ma chi lo è troverà uno spunto interessante per capire che si tratta di un’azienda seria, valorizzando così anche il prodotto.

Non solo, ci sono molte informazioni a portata di mano, relative alle domande che le persone si pongono, o potrebbero porsi, sul prodotto.

Ogni prodotto riporta:

  • descrizione breve;
  • descrizione più approfondita;
  • lista ingredienti;
  • come utilizzare il prodotto;
  • eventuali precauzioni;
  • per quali tipi di pelle è adatto.

Molto meglio che inserire semplicemente il nome del prodotto e il tasto acquista, non trovi?

Non solo.
Io parlo sempre di fiducia.

La fiducia è tutto per garantire il successo di un sito e-commerce.
Ne abbiamo già parlato spesso in precedenza.

Dunque in ogni sito bisogna inserire delle aree di fiducia, dove l’utente può tranquillizzarsi capendo che si tratta di un sito e di un’azienda seri.
Ad esempio, sulla questione dei pagamenti.

Oppure ancora, con la “garanzia soddisfatti o rimborsati” sul primo ordine, per garantirci anche le vendite verso quelle persone che non ci conoscono e non sanno se fidarsi di noi.

Diciamo loro: hei, dacci un’opportunità. Siamo così sicuri della qualità dei nostri prodotti che ti garantiamo il “soddisfatti o rimborsati”.

Decisamente un ottimo modo di presentarsi.
Ma non solo, ti costringe anche a selezionare davvero bene i prodotti che proponi.
Perché online le persone hanno paura di essere fregate.

Tempi di spedizione e area utente

Queste due aree sono strettamente collegate.
Le definisco aree, e non semplici pagine, perché consistono in:

  • pagina che spiega tempi e condizioni di spedizione e consegna;
  • più pagine che sono dedicate all’utente.

Queste pagine sono importanti, perché spiegano ciò che i clienti vogliono SEMPRE sapere ogni volta. E cioè:

  • quando arriva la merce? (domanda che si fanno prima di acquistare);
  • quando arriva la merce? (domanda che fanno ancora, quasi in tempo reale, dopo che hanno acquistato);
  • dove si trova il mio pacco?
  • -quali ordini ho fatto in precedenza?

Sono tutte domande che trovano risposta nella pagina dedicata alle spedizioni oppure nell’area utente, che si compone di:

  • Lo storico degli ordini effettuati, con tutti i dati su come hai pagato, quando hai fatto l’ordine, ecc.
  • Login/logout/registrazione. Le pagine nelle quali puoi registrarti, accedere, uscire dal sito.
  • Tracking ordine. Dove puoi vedere lo stato del tuo ordine: spedito, in consegna, consegnato.

Sono tutte aree che generano fiducia e continuano a generarla anche dopo l’acquisto, importanti affinché l’utente torni ad acquistare da noi.
Se l’esperienza in queste aree non è buona, probabilmente non acquisterà mai più.
In conclusione, le funzionalità che ti ho spiegato sono molto basiche ma fondamentali per la buona riuscita del tuo sito e-commerce.
Niente di difficile o particolarmente avanzato, ma che purtroppo vedo molto spesso sottovalutare o addirittura ignorare.

Articolo di Francesco Caruccio

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